5 insolite feste di Carnevale in Italia

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Febbraio, fin dai tempi più antichi, viene celebrato come un mese particolare: il freddo e l’oscurità dell’inverno stanno per lasciare spazio a temperature più miti, le giornate si allungano e ci si prepara per la primavera. All’orizzonte, la Settimana Santa, per la quale il cristianesimo stabilisce un lungo periodo di preparazione fisica e mentale chiamata Quaresima e come prologo, il Carnevale. In questa festa domina il divertimento e la follia.

Il carnevale è una di quelle feste che si celebrano quasi ovunque nel mondo per simboleggiare il cambiamento stagionale menzionato, ma in alcuni luoghi hanno caratteristiche e tradizioni assai diversi.

Nella maggior parte dei casi, infatti, si ricorre a maschere e costumi, alla musica e alla danza, ma in alcune località del nostro Paese, ci sono Carnevali con elementi distintivi, che in alcuni casi raggiungono livelli di una certa stranezza.

Di seguito ecco alcune feste di Carnevale assai insolite in Italia.

Carnevale morto di Montorio al Vomano

Come ogni anno, oramai da tanto tempo, si ripete e si rinnova la tradizione del Carnevale Montoriese, manifestazione secolare che viene realizzata dalla Proloco Montorio Al Vomano con il sostegno del Comune. Questa, che è una delle più particolari feste di carnevale in Italia, termina con l’antico rito, assai particolare nel suo procedimento, del Carnevale Morto, che ogni hanno ha luogo la sera del mercoledì delle Ceneri, che quest’anno cade il 17 febbraio.

Solitamente, la tanto invocata parodia del rito funebre realizzato per il Carnevale, viene di norma preceduta da grandi festeggiamenti che hanno luogo nella piazza del paese.

Qui i tradizionali carri allegorici iniziano la loro sfilata dopo pranzo e per tutto il pomeriggio, la magia dei carri marcia per le vie del centro storico del centro abruzzese.

Il culmine della festa si svolge il mercoledì delle Ceneri, quando l’intero paese si riunisce per celebrare il funerale del Carnevale. La marcia funebre inizia alle ore 20, in un luogo assai significativo per la comunità: via dei Mulini.

Qui, infatti, ogni anno, viene predisposta la camera ardente ed è qui che veglia il marito la disperata vedova del Carnevale ed è da qui che parte il corteo funebre. Eppure, a differenza dei tradizionali cortei funebri, questo si caratterizza per l’allegria e la lietezza e percorre tutto il centro storico, fino ad arrivare nella centrale piazza Orsini.

Questo è il luogo prescelto dove avranno luogo le solenni esequie e qui verranno letti alcuni brani che hanno come unico denominatore comune la satira, che riguardano i principali avvenimenti a livello locale e nazionale o che prende di mira personaggi noti.

Guida il feretro la banda Città di Montorio, che lavora attivamente per la realizzazione di una delle più famose feste di carnevale in Italia, e che propone sia marce funebri, sia brani satirici e allegri. Ma è al termine della marcia che avviene il momento più particolare: come un moderno Lazzaro, il Carnevale resuscita tra gli applausi della gente, balli scatenati e prodotti tipici della tradizione abruzzese.

Carnevale di Tufara

Tutte le feste di carnevale in Italia hanno maschere e carri particolari, ma una menzione speciale va al Carnevale di Tufara, piccolo centro in provincia di Campobasso che ha luogo il giorno di Martedì Grasso. Questa festa è anche denominata “il Diavolo di Tufara” perché il personaggio principale è proprio il Diavolo.

Questa festa è nota per le sue maschere che rappresentano sei personaggi, tra i quali il Diavolo legato da 3 Folletti dalle vesti nere. La maschera del Diavolo, dalla lingua lunga, ha addosso una maschera nera assai lucida e pelli di capra. Anche le sue corna sono legate e in mano ha la classica forca tridente, che è parte dell’iconologia del demonio.

Molto importante è un’altra maschera, che incarna la Doppia Morte, che porta addosso un candido vestito bianco, che porta con sé la falce, con cui decide chi colpire.

Queste maschere girano per il paese, cercando di convincere la gente ad unirsi, mentre i “Folletti” non perdono d’occhio il Diavolo, sempre pronto a sedurre i passanti.

La festa si conclude nell’antico Castello Longobardo. Qui si trova un’altra maschera che raffigura il Carnevale, che è carico di colpe, in attesa del giudizio da una giuria.

Il Diavolo, giunto al Castello, chiede l’anima del Carnevale, i genitori di Carnevale, chiedono indulgenza e tolleranza per il loro figlio.

Ma il destino del Carnevale è segnato. Alla giuria viene offerto un piatto di pasta, che dovrebbe rappresentare l’ultima cena del carcerato, che però non viene consumato da Carnevale, ma dalla giuria, che deride il povero condannato, che poi viene ucciso da alcuni colpi di pistola: è questa la pena di morte a lui imposta.

Carnevale di Tricarico

A Tricarico ogni anni ha luogo una delle più durature feste di carnevale in Italia. Ha inizio, infatti, il 17 gennaio, una giornata molto importante in Italia, perché si venera S. Antonio Abate, il santo a cui è stata affidata la protezione degli animali.

Il paese si sveglia all’alba e gli abitanti, già di primo mattino, iniziano ad indossare le famosissime maschere della tradizione. Questo evento ha luogo in alcune case, che ricordano le antiche dimore contadine.

Da queste case, si avvia il percorso, che ha come tappa la chiesa di S. Antonio Abate, situata all’ingresso del Paese, luogo in cui ogni anno si fa ardere un falò, un chiaro omaggio al Santo protettore del paese e si compiono i riti che da anni si realizzano nel centro: i 3 giri intorno la chiesa, che hanno come obiettivo l’ingraziarsi la fortuna e la salute e la benedizione della mandria, guidata da personaggi della tradizione di Tricarico, tra cui i massari e i conti, che poi girerà per le strade del centro abitato.

La festa ricomincia l’ultima domenica che precede il martedì grasso, giorno in cui sfilano le maschere, si costruisce un Fantoccio, che è il simbolo del Carnevale e ha luogo il pianto di Quaremma, moglie del povero Carnevale.

Tutto ciò avviene in un contesto di musiche, colori e momenti ludici.

Carnevale di Mamoiada

Un’altra delle feste di carnevale più popolari si tiene in Sardegna, esattamente a Mamoiada. Protagonista di questa celebrazione è il Mamuthone, una maschera assai nota nell’isola, grazie al suo aspetto particolare, fatto di pelli e campanacci e reso affascinante ma allo stesso minaccioso e angosciante dalla maschera di legno che porta sul viso, che in sardo viene defivita “visera”.

I Mamuthones procedono in marcia, secondo uno schema che prevede ritmi di danza e ritmi processionali, in gruppi di dodici, un chiaro riferimento ai mesi dell’anno, disposti in due file. I Mamuthones sono seguiti da altri personaggi, gli Issohadores, che indossano abiti colorati e una maschera di colore bianco.

Come a Tricarico, anche a Mamoiada, il Carnevale inizia il giorno di Sant’Antonio Abate per poi per poi proseguire durante il periodo carnevalesco vero e proprio.

Come per le diverse feste di Carnevale in Italia, anche in questa località si mischiano tradizioni religiose e profane. Gli abiti stessi dei Mamuthones e il loro modo di incidere durante la processione, ha valore è una danza che ha valore apotropaico: lo scopo è attirare il bene e scacciare le forze negative.

Carnevale Occitano di Guardia Piemontese

Questa antica festa di Carnevale, nonostante il nome del paese, è tra le più importanti celebrazioni carnevalesche calabresi, è è calabrese sia nei riti che nelle tradizioni, in particolare quelle che si rifanno alla gastronomia.

La festa inizia nei giorni che precedono il Martedì Grasso e le festività segnano la fine di un periodo di feste e divertimenti popolari, prima dell’avvento di una vita più riflessiva e fatta di preghiera, dovuto all’ingresso della Quaresima.

Le vie del centro storico del paese vengono invase da maschere e carri allegorici, che sebbene siano di tradizione calabrese, subiscono una profonda influenza dalle tradizioni piemontesi, da cui i cittadini di Occitano derivano, e pugliesi, perché gruppi folkloristici provenienti dalla Puglia si uniscono, per tradizioni, a quelli della cittadina situata a pochi chilometri da Cosenza.

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