Le scarpe antinfortunistiche sul posto di lavoro, perché non puoi farne a meno

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Le scarpe antinfortunistiche sono tra gli indumenti più importanti per la sicurezza sul posto di lavoro, rappresentando gli incredibili progressi fatti non solo in termini di sicurezza, ma anche per quanto riguarda il concetto stesso di luogo di lavoro.

Per capire di cosa stiamo parlando possiamo fare un semplice viaggio indietro nel tempo, cercando di ricordare sia immagini della nostra vita, sia foto, filmato o altro, riguardanti il mondo del lavoro diversi decenni fa, paragonando il tutto a ciò che possiamo vedere oggi fuori dalla nostra finestra. Là dove i caschi erano un optional troviamo operai alle prese con delle vere e proprie divise, quasi a dimostrare come tale figura lavorativa non sia più solo un braccio impegnato in un compito, ma sia una persona, con i suoi diritti.

Un esperimento certamente empirico, ma che ci aiuta a comprendere come l’immaginario dei lavoratori stia cambiando ogni giorno di più, attraverso la presenza, in sempre più luoghi di lavoro, di emblemi di un nuovo modo di intendere la sicurezza, come le scarpe antinfortunistiche. Anche le statistiche sono con noi: nel 1969 ci furono, in Italia, oltre un milione e mezzo di infortuni sul lavoro, con quasi cinquemila di questi mortali, una vera e propria stage; nel 2018, quasi cinquant’anni dopo, gli infortuni riconosciuti sul luogo di lavoro sono circa 400000, più di un milione in meno del 1969, mentre gli incidenti mortali riconosciuti sul lavoro sono circa 700, con una diminuzione, rispetto al nostro primo dato, di oltre l’80%. Eppure non è ancora abbastanza, soprattutto per un Paese, come l’Italia, ritenuto parte del cosiddetto Primo Mondo. La prevenzione e il rispetto per i diritti dei lavoratori sono la prima arma per azzerare simili statistiche.

Le scarpe antinfortunistiche

Le scarpe antinfortunistiche hanno legato la loro immagine ai classici modelli delle prime generazioni di queste calzature: ingombranti, poco piacevoli da vedere, col risultato di essere “allontanate” negli ambiti dove non fossero strettamente necessarie. Al giorno d’oggi è invece possibile trovare piacevoli modelli di diversi grandi marchi, rendendo così questa tipologia di calzature maggiormente diffusa, e in graduale aumento.

Solitamente si è abituati a pensarle legate al mondo dell’edilizia e in generale di ciò che riguarda i lavori pesanti: effettivamente è anche naturale, essendo queste scarpe costruire con lo scopo di proteggere il piede, impedendo infortuni. Ma la loro efficacia non si ferma certo qui, importanti anche per la capacità isolante, in grado di prevenire forti scariche elettriche per i lavoratori di settori come quello elettrico. Al tempo stesso sono studiate per proteggere anche l’igiene del piede e della scarpa, così da poter essere utilizzate facilmente anche nell’ambito della sanità e in quello della ristorazione.

L’utilizzo delle scarpe antinfortunistiche finisce quindi, oggi, per essere più vario rispetto a diversi anni fa, abbracciando mestieri e settori, ponendosi come un vero e proprio aiuto e sostegno per diverse classi di lavoratori. Non solo: una calzatura solida è il primo passo per evitare conseguenze più gravi durante lo svolgimento del proprio orario lavorativo, basti pensare alla sicurezza che riescono a donare scarpe di questo genere nell’utilizzo di scale e simili.

Diverse tipologie

Ovviamente non tutte le scarpe antinfortunistiche sono uguali, e la scelta dipenderà anche dal proprio settore lavorativo. Nonostante ciò esistono alcune caratteristiche base che sono parte dei possibili equipaggiamenti di questo tipo di scarpe. Tra questi possiamo riconoscere il puntale, una protezione sulla punta per proteggere le dita dei piedi da urti o oggetti, e una lamina antiperforazione, per evitare che la scarpa possa essere trapassata da oggetti come lame o chiodi.

Detto ciò, possiamo distinguere le scarpe antinfortunistiche in varie classi, a seconda del tipo di protezione conferita dalla calzatura:

  • SB – Le scarpe con la Sicurezza Base, è il primo livello di questa tipologia di calzature. Puntale che resiste fino a 200J, area del tallone chiusa e energia assorbita nella suddetta area
  • S1 – Alla Sicurezza Base viene aggiunta una suola antistatica
  • S1P – Viene aggiunta una lamina antiperforazione
  • S2 – Rispetto alla S1 si fa in modo che la tomaia sia impermeabile (non è presente la lamina antiperforazione della S1P)
  • S3 – Identiche alle S2, aggiungono la lamina antiperforazione
  • S4 – Stivali in gomma impermeabili
  • S5 – Stivali in gomma impermeabili e con una lamina antiperforazione

Davvero solo un optional?

Chi non lavora in determinati settori può pensare che le scarpe antinfortunistiche siano inutili, come può accadere nel caso del lavoro da ufficio o simili. Quale utilità può avere una scarpa antinfortunistica in questi ambiti? La domanda è più che legittima, finendo per peccare di previdenza: se anche il nostro ambiente di lavoro non presenza particolari preoccupazioni, lo stesso non si può dire dei luoghi che attraversiamo nel tragitto casa-lavoro, dove la caduta di oggetti o chiodi per strada possono rivelarsi degli insidiosi e imprevedibili problemi, considerando anche l’importanza che i nostri piedi rivestono nella vita di tutti i giorni in una delle nostre attività di base, camminare.

L’utilizzo di scarpe antinfortunistiche può quindi rivelarsi un vero e proprio salvagente per la nostra quotidianità, limitando il rischio in un mondo imprevedibile.

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