Consulenza aziendale: perché è importante?

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L’obiettivo primario di una consulenza aziendale (segui i consigli di Vittorio Pupillo) è quello di fornire al Top Management gli strumenti per una corretta guida dell’impresa. Il consulente difatti, conosce preventivamente gli effetti che determinate decisioni possono avere sulle vendite, sui clienti e sui margini.

Con questo presupposto, vediamo insieme perché è da ritenersi così importante. Consulenza aziendale: perché è importante? Il contesto del mercato è sempre più competitivo e frenetico, soprattutto stressato dalla nota crisi economica che attanaglia buona parte del globo da oltre un decennio.

Le imprese che decidono quindi di affidarsi alla consulenza aziendale, ovvero a consulenti esperti in grado di fare scelte strategiche, sono sempre più numerose, soprattutto quelle di grandi dimensioni.

Le motivazioni di questa scelta sono molteplici, e da ricercarsi in una difficoltà di accedere alle informazioni corrette e nell’inevitabile pressione per raggiungere determinati obiettivi. Le imprese infatti, devono avere gli strumenti per reagire tempestivamente ai repentini cambiamenti che il mercato impone, gestendo al meglio l’innovazione tecnologica per ottenerne un beneficio.

Il tutto, sempre con un occhio vigile sul contenimento dei costi di gestione, ma senza che tale accorgimento possa ricadere negativamente sull’organizzazione e l’efficienza aziendale. In altre parole, stiamo parlando di un’ottimizzazione dei processi, volta ad eliminare eventuali sprechi di risorse, economiche e umane.

Consulenza aziendale: cos’è Il termine “consulenza” indica una prestazione professionale da parte appunto di un consulente che ha un preciso compito: consigliare ed assistere l’imprenditore in una serie di scelte strategiche che possono avere una grande ricaduta sull’obiettivo aziendale. Il motivo per cui una figura di questo tipo è importante, è perché i pareri che fornisce sono al netto di eventuali influenze interne all’azienda, quindi imparziali.

In altre parole, la situazione viene analizzata con occhi e orecchie esterne ed obiettive. Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di innovazione tecnologica, digitalizzazione delle imprese, ottimizzazione dei processi. Stiamo parlando di aspetti tutti strettamente correlati tra loro, per cui occorrono competenze di altissimo livello.

Difficilmente le figure già presenti all’interno dell’azienda possono soddisfare tali requisiti, motivo per cui la decisione rimane quella di affidarsi appunto ai consulenti. Nonostante in prima battuta rivolgersi alla consulenza aziendale possa apparire come un costo vivo per l’impresa, in realtà con il tempo questa decisione si concretizzerà con un risparmio.

Innanzitutto non si renderà necessario assumere figure così specializzate, che chiaramente richiedono retribuzioni adeguate. In secondo luogo, fornendo soluzioni volte all’ottimizzazione dei processi interni, sul medio e lungo termine molti costi e sprechi verranno tagliati, generando appunto un risparmio per l’impresa.

Non ci troviamo quindi di fronte ad un costo, ma ad un vero e proprio investimento, che in alcuni casi può considerarsi ad alto rendimento. Consulenza aziendale: a chi affidarsi Decidere di rivolgersi ad un servizio di consulenza aziendale, significa guardare con occhi diversi al futuro. Volendo estremizzare il concetto, potremmo dire che un consulente permette di muovere i passi giusti per vedere in anteprima tale futuro. Da questo si evince come sia essenziale prestare attenzione a chi si intende affidare un compito tanto oneroso.

Dal momento che il consulente aziendale condivide con l’azienda cliente un valore aggiunto, ovvero una libertà da quelli che sono i fisiologici condizionamenti interni, questo deve essere una figura realmente preparata, con un’esperienza sul campo comprovata. In caso contrario potrebbe condurre verso le decisioni sbagliate, con ricadute negative sull’impresa stessa.

Il servizio di consulenza al quale ci si rivolge quindi, non deve essere solamente in grado di riorganizzare i processi interni, ma anche di prestare un’eventuale assistenza futura nel momento in cui tale riorganizzazione passi attraverso l’utilizzo di mezzi tecnologici.

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