Cosa è la fresatura e tipologie di fresatrici

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Per chi ama il fai dai te, la fresatura del legno può essere uno dei momenti più soddisfacenti e creativi del proprio lavoro. È un’operazione delicata e non per tutti, in cui ci vuole pazienza e precisione, ma i risultati che si possono ottenere, soprattutto se si utilizzano strumenti di qualità, sono in grado di valorizzare e impreziosire qualsiasi oggetto a cui si sta lavorando.

Una semplice tavola di legno si può trasformare in una piccola opera d’arte, in un soprammobile oppure in una mensola dalla forma originale da appendere in camera o in un inimitabile giocattolo di legno per i propri figli.

Cosa è la fresatura

La fresatura è un’operazione di falegnameria utile per ricavare delle scanalature nel legno o in altri materiali come la gomma, la plastica, i laminati o il carbonio. Questa si ottiene utilizzando delle macchine chiamate fresatrici, apparecchi molto solidi in grado di assorbire vibrazioni di grande potenza (le teste motorizzate arrivano a toccare decine di migliaia di giri al minuto), tanto che quando la fresatrice viene utilizzata su materiali particolarmente resistenti, è necessario usare dei liquidi lubrificanti atti a raffreddarne la punta e utili a trattenere i trucioli e le polveri.

Grazie alla fresatura, si possono ottenere intarsi particolari con cui valorizzare o abbellire i mobili. Questi si possono effettuare sui tavoli, ma anche sugli sportelli dei mobili della cucina o su qualunque altro materiale piano, rendendolo unico e inimitabile. Inoltre, la fresatura serve anche per smussare gli angoli dei mobili stessi e ottenere quell’effetto arrotondato che può donare una forma diversa e più accattivante all’oggetto.

Di solito, il processo della fresatura si divide in due momenti: la sgrossatura e la finitura. Durante la sgrossatura, il materiale viene “ripulito”, togliendo tutte le parti in eccedenza, mentre la finitura serve ad ottenere ciò a cui si è pensato, sia per quanto riguarda la grandezza che la forma; è il momento in cui dare sfogo alla propria creatività, realizzando intarsiature, incisioni e sagomando i bordi del materiale.

Tipologie di fresatrici

In commercio esistono quattro principali tipi di fresatrici, ognuna adatta a una lavorazione specifica: la fresatrice orizzontale, la fresatrice verticale, la fresatrice universale e la fresatrice piallatrice. La prima serve soprattutto per effettuare delle operazioni di spianatura oppure per eseguire dei solchi rettilinei e sagomati sul legno ed è formata da un pianale X-Y, il cui gruppo di taglio è sistemato su una guida laterale.

Visivamente, somiglia a una grande sega circolare. La fresatrice verticale, invece, utilizza un asse di rotazione posto verticalmente al piano di lavoro e permette operazioni ad asse inclinato. In questo modo, è possibile creare percorsi tridimensionali, effettuando, nello stesso tempo, alesature e fori. La fresatrice universale è molto simile alla precedente, ma consente un asse di rotazione fino a 45°, in modo tale da lavorare il legno in maniera più creativa.

Infine, le fresatrici piallatrici sono ideali per lavorare materiali particolarmente grandi e non adatti ai modelli precedenti. Come utilizzare una fresatrice Per utilizzare una fresatrice bisogna avere confidenza con i lavori di falegnameria, perché presenta diversi possibili rischi, sia per chi la utilizza che per la buona riuscita dell’operazione.

Innanzitutto, bisogna munirsi dell’attrezzatura di sicurezza adeguata, prima di tutto i guanti e gli occhiali o la maschera antipolvere, visto che l’inalazione delle particelle di legno o di plastica potrebbe causare irritazioni. Infine, anche un paio di cuffie isolanti potranno permettere di lavorare con tranquillità e senza che il rumore possa infastidire.

Per cominciare a fresare, bisogna innanzitutto conoscere lo strumento e quindi la prima cosa da sapere è che la sua parte tagliente si trova a lato della punta, per cui quando si usa una fresatrice, bisogna tenerla leggermente inclinata.

Per facilitare il lavoro, si deve poi procedere a creare un cosiddetto “scivolo” sul legno, ovvero il punto di partenza su cui far scorrere la fresatrice (anche dritta) e, ogni volta che il macchinario si surriscalda, bisogna fermarsi e farlo raffreddare, onde evitare di bruciarlo o, peggio, di bruciare il materiale che si sta trattando. Come detto, la fresatura è un’operazione precisa e delicata e ha bisogno del suo tempo, per cui è necessario avanzare con lentezza sulla superficie che si sta rifinendo, in particolare quando si ha a che fare con legni duri ed è consigliabile non fresare più di tre millimetri alla volta.

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